E’ passato più di un mese dal lancio di Zooomr MarkIII ma le grandi novità promesse ancora latitano.
Più di 250 nuove features dovevano essere presenti al lancio della nuova versione del sito di photosharing capitanato dal giovane Kristopher Tate e da Thomas Hawk, ma dopo più di un mese le uniche novità sono la zipline (una sorta di Twitter) e l’implementazione dei gruppi (ma questi presentano moltissimi bug, infatti non si può ancora inserire le foto nei pool e ci sono problemi nei thread delle discussioni). Anzi, molte delle vecchie funzioni presenti nella vecchia versione sono sparite, come le statistiche, la recent activity, il proprio profilo e altre features interessanti che avevano fatto guadagnare a Zooomr l’appellativo di “Flickr sotto steroidi” (forse lo sviluppo è stato bloccato dall’antidoping?!).
Ci sono stati molti problemi in questo mese, soprattutto durante la fase di passaggio da MarkII a MarkIII e solo grazie all’intervento di Sun, Zoho e dal guru dei blog Scobble è stato possibile non far morire Zooomr.
Per cercare di autofinanziarsi sono partite le vendite degli account pro: con una cifra di circa 19,99 dollari è possibile acquistare per un anno la possibilità di essere un Pro.
Quali sono i vantaggi nell’essere un pro su Zooomr? Nessuno, pura filantropia (Mr. Tate ha dichiarato che ci saranno servizi solo per gli utenti pro, ma dubito in una loro implementazione nel breve termine).
Di fronte a questi “vantaggi” chi acquisterebbe l’oppurtunità di diventare pro su Zooomr, soprattutto se si confronta con i servizi offerti da Flickr?
Io sono un estimtore di Zooomr (nonostante questo post di protesta) e spero che questo servizio non muoia nel breve termine, ma la situazione ammetto che mi preoccupa un pochino.
Zooomr è una start up che si basa su 2 persone, un programmatore e un fotografo: è normale che le implementazioni delle nuove features siano lente, ma in un mondo come quello del web2.0 bisogna essere veloci. Flickr continua a guadagnare consensi nonostante alcune cadute di stile (vedi la censura), ma offre comunque un servizio assolutamente di prim’ordine.
A Zooomr mancano i capitali: reputo strano che nessuna società di venture capital o qualche business angel non abbia fornito loro consulenza e fondi per procedere nello sviluppo. Senza capitali da investire è difficile poter rimanere in vita in un mondo cosi competitivo come quello dei servizi web e del photosharing.
Marketplace doveva essere la punta di diamante del nuovo MarkIII, un modo per vendere le foto e autofinanziarsi (il 10% restava nelle casse del sito), ma di questa fantastica opzione esiste solo un logo.
Io continuo ad essere un fan di Zooomr, sperando che qualche finanziatore si faccia avanti salvando questa interessante start up made in California da una morte “ingrata” nei confronti dei sacrifici di Mr. Tate e Mr. Hawk.




